Una stupidata

Per le vostre applicazioni, se vengono utilizzate solo da utenti
italiani, per i nomi dei campi e per i nomi delle tabelle usate
l’inglese o l’italiano?

Il giorno 04 Luglio 2009 23.57, Mauro[email protected] ha scritto:

Per le vostre applicazioni, se vengono utilizzate solo da utenti
italiani, per i nomi dei campi e per i nomi delle tabelle usate
l’inglese o l’italiano?

io l’inglese, se non altro per non dover usare variabili tipo citta,
localita, eta…

pietro

Pietro G. wrote:

Il giorno 04 Luglio 2009 23.57, Mauro[email protected] ha scritto:

Per le vostre applicazioni, se vengono utilizzate solo da utenti
italiani, per i nomi dei campi e per i nomi delle tabelle usate
l’inglese o l’italiano?

io l’inglese, se non altro per non dover usare variabili tipo citta,
localita, eta…

pietro

io l’inglese, a meno che non ci sia una tabella o campo particolare che
non so tradurre :stuck_out_tongue:

Msan M. wrote:

Per le vostre applicazioni, se vengono utilizzate solo da utenti
italiani, per i nomi dei campi e per i nomi delle tabelle usate
l’inglese o l’italiano?

Inglese perché non si sa mai chi lavorerà al codice tra qualche anno.
Inoltre non è detto che gli utenti rimangano italiani, ma questa è una
ragione meno importante dell’altra (gli utenti non leggono il codice…)

Paolo

Il giorno 05 Luglio 2009 02.04, Alessandro S.[email protected]
ha scritto:

io l’inglese, a meno che non ci sia una tabella o campo particolare che
non so tradurre :stuck_out_tongue:

non me ne parlare, metà dei campi della mia applicazione hanno nomi di
fantasia, perché non sono riuscito a trovare una traduzione decente,
pur essendo scritto al forum di wordreference e avendo cercato un po’
ovunque…

aggiungo che i commenti li scrivo quasi sempre in inglese, a meno che
non sappia per certo di dover collaborare con anglofobi.

pietro

Concordo in pieno con Paolo. Aggiungo che non uso mai l’italiano per
nessuna
attività legata allo sviluppo, incluso:

  • documentazione
  • commenti dei commit su SCM
  • commenti nel codice

Il motivo è anche (e soprattutto) il primo espresso da Paolo. Inoltre,
poiché l’inglese è universalmente riconosciuto, mi aspetto che un eventuale
italiano che legga il mio programma sia perfettamente in grado di
comprenderlo.

Giusto per curiosità, aggiungo che adottiamo la stessa convenzione in
azienda. Sorgenti, documentazione e history dei progetti sono tutti in
inglese, compresa (quando presente) l’interfaccia di amministrazione.
Unica
eccezione, solo in azienda, l’uso del sistema di ticket
poiché interagiscono
altri reparti meno tecnici dove l’uso dell’inglese in scrittura potrebbe
essere una barriera.

– Simone

2009/7/5 Paolo M. [email protected]


Posted via http://www.ruby-forum.com/.


Ml mailing list
[email protected]
http://lists.ruby-it.org/mailman/listinfo/ml


Simone C.

Site & Blog: http://www.simonecarletti.com
Email: [email protected]
LinkedIn: http://linkedin.com/in/weppos
Nick: weppos | Skype: weppos

2009/7/5 Simone C. [email protected]:

2009/7/5 Paolo M. [email protected]

Msan M. wrote:

Per le vostre applicazioni, se vengono utilizzate solo da utenti
italiani, per i nomi dei campi e per i nomi delle tabelle usate
l’inglese o l’italiano?

Inglese perché non si sa mai chi lavorerà al codice tra qualche anno.
Inoltre non è detto che gli utenti rimangano italiani, ma questa è una
ragione meno importante dell’altra (gli utenti non leggono il codice…)

Bene, anche io ho deciso di optare per l’inglese solo che, non essendo
la mia lingua madre e non avendone piena padronanza, qualche volta mi
viene il dubbio se il termine utilizzato in inglese sia quello
corretto o no, google traduce alla lettera ma spesso il termine
inglese non e’ quello esatto relativo ad un determinato contesto.

Personalmente anche io utilizzo l’inglese dove possibile (attributi,
metodi, classi, etc).
Talvolta nei commenti, però, è opportuno inserire qualche spiegazione
in italiano…

Il giorno 05 Luglio 2009 17.17, Mauro[email protected] ha scritto:

comprenderlo.

Bene, anche io ho deciso di optare per l’inglese solo che, non essendo
la mia lingua madre e non avendone piena padronanza, qualche volta mi
viene il dubbio se il termine utilizzato in inglese sia quello
corretto o no, google traduce alla lettera ma spesso il termine
inglese non e’ quello esatto relativo ad un determinato contesto.


Ml mailing list
[email protected]
http://lists.ruby-it.org/mailman/listinfo/ml


Carlo P.
email: [email protected]
twitter: @carlopecchia

Dimenticavo una postilla: in un caso il cliente mi ha chiesto
esplicitamente di lasciare commenti e messaggi di commit in italiano e
così ho fatto.
Nomi di variabili, tabelle ed attributi però rimangono in inglese. A
quelle cose quel cliente non bada perché non le capisce :slight_smile:

Paolo

Matteo V. wrote:

2009/7/5 Alessandro S. [email protected]

e il codice dovrebbero parlare lo stesso linguaggio e usare le stesse
parole. Ad esempio se il cliente parla di “prodotti” e io ho la classe
“Article” c’� una distanza fra il linguaggio usato nel codice e il
linguaggio usato nelle conversazioni con il cliente. Allora piuttosto
che
Article chiamo la mia classe Product, o meglio ancora Prodotto.

A me pare una soluzione subottimale: ti troveresti comunque ad usare
prodotto.created_at, prodotto.updated_at, roba tipo cliente.citta,
Cliente.find_by_citta_id(params[:citta_id]) che è sia orrendo da vedere
perché mischia italiano e inglese, sia perché l’italiano è sbagliato :slight_smile:
Certo puoi rinominare tutte le chiavi esterne, ma insomma, mi pare che
la cosa non abbia molto senso. Pensa poi i problemi che potrebbe avere
un programmatore cinese…
Sul fatto di usare Product invece di Article nulla da eccepire, ridurre
la distanza lessicale e usare nomi descrittivi corretti è sicuramente
una ottima cosa.
BTW io i commenti li scrivo generalmente in italiano, ma solo perché per
ora i miei commenti li leggo solo io :slight_smile:

2009/7/5 Alessandro S. [email protected]

io l’inglese, a meno che non ci sia una tabella o campo particolare che
non so tradurre :stuck_out_tongue:

Anch’io la pensavo così, prima di iniziare a leggere Domain Driven Design.
Quel libro argomenta in maniera convincente che gli sviluppatori, il
cliente
e il codice dovrebbero parlare lo stesso linguaggio e usare le stesse
parole. Ad esempio se il cliente parla di “prodotti” e io ho la classe
“Article” c’è una distanza fra il linguaggio usato nel codice e il
linguaggio usato nelle conversazioni con il cliente. Allora piuttosto
che
Article chiamo la mia classe Product, o meglio ancora Prodotto. E uso
l’inflector di Rails per insegnargli che il plurale di “prodotto” è
“prodotti” :slight_smile:

Dopo aver letto (parte) di quel libro, non mi sento più in colpa quando vedo
i nomi di classi, colonne e variabili in italiano.

Matteo

Concordo in pieno con Andrea, considerate che Rails è fondato sulle DSL,
immaginate:validates_presence_of :nome

Non credo avrebbe molto senso…

Luca

Andrea L. wrote:
Pensa poi i problemi che potrebbe avere

un programmatore cinese…

Ahem, rileggendo nemmeno io capisco cosa volevo dire… spiego meglio
per quelli che non sono collegati telepaticamente col mio cervello:
pensa che problemi avrebbe un programmatore cinese se cercasse di
seguire gli stessi principi: sicuramente non potrebbe scrivere
variabili, classi e metodi con gli ideogrammi… dovrebbe usare
l’alfabeto romano, con notevole perdita di chiarezza semantica visto
che, da quel che so, esistono moltissime parole omofone in cinese e che
verrebbero quindi scritte con gli stessi caratteri latini.

Un punto di forza di rails è rendere la vita più semplice al
programmatore, noi da parte nostra dovremmo evitare di complicarcela da
soli :slight_smile:

Capisco entrambi i punti di vista perché in un’applicazione a cui sto
lavorando ho una tabella availabilities ma con il cliente parlo sempre
di disponibilità . Usare una sola lingua sarebbe buona cosa anche perché
gli utenti finali leggeranno disponibilità nei testi delle pagine, ma
vedranno anche availabilities nelle url.

Rails mette però a disposizione un modo per tradurre i nomi dei
controller (in routes.rb, se non ricordo male). Forse questo è un
compromesso ragionevole tra le due posizioni.

Per il resto, continuo ad essere dell’idea di usare l’inglese ovunque
sia possibile perché non si sa mai a chi andrà in mano il codice in
futuro. Anni fa mi era capitato di lavorare su codice con nomi si
variabili e commenti in tedesco e non è stato immediato capirlo… Ci
era voluto un glossario fornito dal cliente e un po’ di pazienza per
venirne a capo. L’inglese maccaronico sarebbe stato più semplice.

2009/7/21 Aldo I. [email protected]:

Io uso solo l’ inglese per tutto quello che riguarda il codice rails, db
e commenti.

Un “anche io” un po’ in ritardo causa breve vacanza:-)


David N. Welton

http://www.welton.it/davidw/

http://www.dedasys.com/
Sent from Padua, Veneto, Italy

Io uso solo l’ inglese per tutto quello che riguarda il codice rails, db
e commenti.
Per gli ovvi motivi già riportati dagli altri e perchè ritengo sia
alquanto disordinato e confusionale usare 2 lingue diverse assieme
quando se ne può usare solo una (anche se usassi tutti i nomi di
varibili e commenti in italiano, comunque i metodi di base e di terze
parti li dovrei scrivere in inglese)

Discorso diverso per le URL, dove bisogna ottimizzarle bene ed in modo
localizzato se ci tieni alla visibilità sui m.d.r.
per fortuna routes.rb ci aiuta anche per questo, esempio:

map.notices ‘/novita-ed-eventi’, :controller => ‘mycontroller’, :action
=> ‘notices’

This forum is not affiliated to the Ruby language, Ruby on Rails framework, nor any Ruby applications discussed here.

| Privacy Policy | Terms of Service | Remote Ruby Jobs