Refactoring collettivo, editor collaborativo e altro


#1

Partendo dagli evidenti consensi che il refactoring collettivo sta
raccogliendo, e facendo rimbalzare qualche idea con Chiaroscuro, è
venuta fuori l’idea di rigirare l’esperimento su se stesso e creare
uno strumento per queste pratiche.

Avete presente SubAethaEdit o Gobby? Sono editor collaborativi in
tempo reale, funzionano nell’ambito di una rete locale e permettono di
condividere un testo in lettura e scrittura, dove ciascuno vede
immediatamente le modifiche apportate dagli altri. Sarebbe bello
avere qualcosa di simile via web. Fino a che punto ci si potrebbe
spingere sul poco ospitale HTTP?

Ieri sera mi sono seduto con questa idea e l’intento di buttar giù
qualche riga di codice per una mezz’oretta. Tre ore dopo avevo un
piccolo prototipo funzionante… di tutt’altro.

Cominciando, avevo pensato: scriverlo sul proprio computer, metterlo
online, e farlo usare a gruppi di persone va bene, meglio ancora però
sarebbe rigirare di nuovo l’esperimento su se stesso: svilupparlo
direttamente online e in gruppo. Adesso ho un’applicazione Rails
minimale da cui sviluppare… l’applicazione stessa, o altre al suo
interno. Ha una semplice barra laterale con la vista sulle directory,
e un pannello in cui mostrare il contenuto dei file e modificarli.

Inutile dire che rappresenta l’1% delle possibilità: si può pensare a
un toolbox generato dal contenuto di scripts/ e dai task di rake, a un
navigatore di directory pieno di leccornie ajaxiane, integrazione con
un sistema di versioning, plugin installer, esecuzione di task con
reporting in HTML, … E probabilmente, molte altre cose simpatiche che
non mi vengono in mente, ma che accadono sempre quando i confini tra
applicazione e ambiente di sviluppo cominciano a farsi meno nitidi
(Lisp e Smalltalk insegnano).

E ora, nota dolente. Se avete letto vari “sarebbe bello”, “si
potrebbe”, e altri impersonali, ma pochi verbi in prima persona, è
perché il tempo che potrei dedicare a questa cosa ora, almeno come
singolo sviluppatore, è molto scarso. Se qualcuno è interessato a
dare un’occhiata, più tardi metto online un tarball.


#2

Tu sai che io sono interessato, anche a lavorarci sopra :slight_smile:

Quando ho 5min (questa sera) voglio però contribuire anche alcune altre
idee
che ho avuto in proposito e vedere se riusciamo a ‘semplificare’ le
parti
che si sovrappongono.

Ieri ho esultato quando ho visto il cambiamento al wiki introdotto da
Gabriele per supportare il refactoring (ma avete visto che figata?
quanto
semplice e quanto efficace?). Sono convinto che con le capacità di un
wiki
si possa fare molto per lo sviluppo collaborativo e la visualizzazione
di
codice e vorrei percorrere anche questa strada. Andrea R. e Pilu
ne
sanno già qualcosina :slight_smile:

Massimiliano, se hai un attimo dai un’occhiata anche a MoonEdit. Ha una
GUI
molto vintage ma alcuni concetti mooolto interessanti. intanto ha un
history replay dele interazioni avvenute che ha un valore immenso a
livello
educational (vedi il codice che cresce, gemma e si sviluppa da solo)…
inoltre ha una modalità server in cui agisce come una sorta di real-time
wiki, e io penso che è qui che sarebbe bello andare a parare.

Che dite, code collaboration places? places, non tools. sta tutta qui la
differenza.

Potrebbe essere il nostro ‘camino real’ al resto della ruby community -
and
beyond :slight_smile:

On 5/11/06, Massimiliano M. removed_email_address@domain.invalid wrote:

Partendo dagli evidenti consensi che il refactoring collettivo sta
raccogliendo, e facendo rimbalzare qualche idea con Chiaroscuro, è
venuta fuori l’idea di rigirare l’esperimento su se stesso e creare
uno strumento per queste pratiche.

E ora, nota dolente. Se avete letto vari “sarebbe bello”, "si

potrebbe", e altri impersonali, ma pochi verbi in prima persona, è
perché il tempo che potrei dedicare a questa cosa ora, almeno come
singolo sviluppatore, è molto scarso. Se qualcuno è interessato a
dare un’occhiata, più tardi metto online un tarball.


Ml mailing list
removed_email_address@domain.invalid
http://lists.ruby-it.org/mailman/listinfo/ml


Chiaroscuro

Liquid Development: http://liquiddevelopment.blogspot.com/


#3

On 5/11/06, chiaro scuro kiaroskuro-at-… |ruby-it.org|
<…> wrote:

codice e vorrei percorrere anche questa strada. Andrea R. e Pilu ne
sanno già qualcosina :slight_smile:

Massimiliano, se hai un attimo dai un’occhiata anche a MoonEdit. Ha una GUI
molto vintage ma alcuni concetti mooolto interessanti. intanto ha un
history replay dele interazioni avvenute che ha un valore immenso a livello
educational (vedi il codice che cresce, gemma e si sviluppa da solo)…

Qualche tempo fa volevo fare una cosa simile con il replay delle patch
nei repository darcs, perché ho il vizio di registrare cambiamenti
piccoli e frequente. Di cattivo ci sarebbe stato che blocchi interi
di righe sarebbero comparsi insieme; di buono, avrebbero avuto i
sottotitoli (i commenti alle patch) :-D.

Quel che avrei voluto vedere di moonedit è il protocollo, a giudicare
dal filmato pare scenda alla granularità del singolo carattere o
quasi. Via HTTP è difficile, via XMPP dispendioso. Se ho capito bene
però i sorgenti non sono disponibili.

Comunque, ora che ci penso, anche Gobby non ha niente che impedisca il
funzionamento via rete non locale. Magari non è ottimizzato, ma
dovrebbe funzionare.

inoltre ha una modalità server in cui agisce come una sorta di real-time
wiki, e io penso che è qui che sarebbe bello andare a parare.

Il wiki è una gran cosa. Il real time è una buona direzione in cui
spingerlo. Un’altra, penso (e di qui il mio esperimento) è quella che
porta dall’ambito del singolo sorgente e della sua
modifica/visualizzazione all’ambito di un’intera applicazione e la sua
modifica/visualizzazione/esecuzione/test.

Che dite, code collaboration places? places, non tools. sta tutta qui la
differenza.

Non commento sul concetto dei places. Sarei vergognosamente di
parte. :slight_smile:


#4

Ok, per Chiaroscuro e per chi altri volesse provare:
http://blog.hyperstruct.net/ouroburos.tar.gz

Io l’avvio con mongrel_rails, anche webrick dovrebbe andar bene. Una
volta avviata, puntate il browser ad http://localhost:3000/app/index


#5

— Massimiliano M. removed_email_address@domain.invalid ha
scritto:

Ok, per Chiaroscuro e per chi altri volesse provare:
http://blog.hyperstruct.net/ouroburos.tar.gz

Io l’avvio con mongrel_rails, anche webrick dovrebbe
andar bene. Una
volta avviata, puntate il browser ad
http://localhost:3000/app/index

occhio, la directory vendor/ è da svuotare perché
contiene i symlink alla tua installazione di rails.


icq: #69488917
blog: http://riffraff.blogsome.com


Yahoo! Messenger with Voice: chiama da PC a telefono a tariffe esclusive
http://it.messenger.yahoo.com


#6

occhio, la directory vendor/ è da svuotare perché
contiene i symlink alla tua installazione di rails.

Ooops! Grazie, corretto.


#7

Wow! Questa si che è una grande ambizione. e una rivoluzione.

Hai intenzione di mettere in piedi un business per fare questo? o
proporlo
semplicemente alle amministrazioni?

Mi viene anche in mente un archivio informatizzato delle lezioni. perchè
perdere tutto quel materiale?

Quello che ti manca è un gruppo politico (o gruppo di pressione in
generale)
che sposi la causa e adeguata copertura mediatica. Il blog di grillo
potrebbe essere ottimo per questo. perchè non provi a coinvolgerlo?


#8

PREMESSA.

Ogni anno vengono spesi miliardi di euro in corsi di formazioni, denaro
pubblico speso direttamente o indirettamente. Direttamente, con
finanziamenti della comunit� europea, fondi regionali, spesi
direttamente per la formazione. Indirettamente, spesi dalle societ� di
lavoro interinale (Adecco,…) che sono tenuti a spendere parte dei
ricavi in formazione.

Per esperienza personale (docenza in vari corsi), e da ci� che trapela
dai media, si pu� affermare che l’attuale sistema permette (e si
verificano correntemente) numerose irregolarit�.
Corsi fittizi, tenuti da “docenti” spesso non competenti (talvolta
addirittura totalmente a digiuno degli argomenti trattati);
Corsisti fittizi, spesso amici che si prestano a fare numero in cambio
di una quota del “maltolto”.
Irregolarit� varie, corsisti assenti che vengono segnalati presenti,
spesso rimpiazzati (per far presenza in caso di controlli, assenti o
molto superficiali) da persone/amici.

Mi permetto di aggiungere che, oltretutto, il costo � esagerato
rispetto al risultato ottenuto (molte migliaia di euro per una classe di
10 persone)

Il business � enorme (miliardi di euro ogni anno)

PROPOSTA.

Mi faccio promotore di una proposta che risolverebbe (o comunque tende
a risolvere) tutti i punti sopracitati.

La proposta � quella di rendere accessibili le lezioni su internet, sia
in tempo reale (tramite webcam) sia in differita, tramite registrazione
su file audio/video.

Una infrastruttura di questo tipo permetterebbe di ottenere incredibili
benefici, in rapporto ad un costo quasi nullo.

  1. Accessibilit�. Le lezioni sarebbero usufruite da tutti gli
    interessati, non solo da coloro che hanno avuto la fortuna di essere
    sorteggiati/selezionati, e quindi il costo sarebbe pi� razionalizzato
    (migliaia di possibili usufruitori, un vero servizio pubblico). Il
    modello � per certi versi simile a quello usato per la trasmissione
    delle lezioni universitarie per lavoratori in terza serata, cambia il
    canale di trasmissione (internet invece che la tv).

  2. Controllo. Il pubblico che usufruisce delle lezioni da remoto, oltre
    al vantaggio intrinseco di poterne usufruire (punto 1), pu� esercitare
    una funzione di controllo; pu� rendersi conto di evidenti incompetenze
    del docente, o di palesi irregolarit� nello svolgimento delle lezioni (e
    pu� informarne in merito le autorit� di controllo “competenti”, magari
    “facendo click” su un apposito link presente sulla “pagina” del corso.
    Essendo la lezione registrata, le suddette autorit� potranno verificare
    in qualsiasi momento, anche in differita, il regolare svolgimento delle
    lezioni, tramite verifica a campione oltre che alle (preziosissime)
    eccezioni di regolarit� sollevate dagli utenti remoti.


INFRASTRUTTURA.

Si tratta di realizzare una piattaforma software che espone l’elenco
(ipertestuale) dei corsi registrati, suddivisi per categorie, che
rimandano ad una pagina di dettaglio con l’elenco delle lezioni. Ad ogni
lezione dovr� essere associato un link che permette di accedere al file
multimediale, o direttamente alla webcam se la lezione � in corso.
Ogni lezione dovr� riportare anche le informazioni che normalmente
vengono riportate sull’apposito registro (oggetto del corso, elenco dei
presenti, nominativo e causale delle eventuali assenze… Se, come �
probabile, a questi ultime informazioni sono considerate dati sensibili
(oggetto di privacy), si pu� prevedere la loro visualizzazione
unicamente da utenti con privilegi di controllore, e non da tutti gli
utenti.
Questa infrastruttura dovr� essere utilizzata da tutti gli enti che
tengono corsi con denaro pubblico.

CONSIDERAZIONI ECONOMICHE. SOSTENIBILITA’.
L’infrastruttura necessaria ha un costo decisamente contenuto rispetto
ai benefici che assicura (si parla di MILIARDI di euro spesi ogni anno).
La piattaforma software � relativamente semplice da realizzare, si
possono acquistare sul mercato soluzioni soddisfacenti, si pu�
commissionare lo sviluppo a sofwar house ad un costo contenuto o, ancor
meglio a mio avviso, si pu� dar vita ad un progetto open-source. I tempi
di realizzazione sarebbero, in ogni caso, molto veloci.
Il costo di gestione (per lo pi� hardware, e sostanzialmente legato al
costo di sistemi di archiviazione dei file multimediali) pu� essere
parzialmente ammortizzato aprendo la piattaforma anche a soggetti
privati. Societ� interinali, ma anche aziende comuni che investono in
corsi sul personale hanno l’esigenza di controllare il
livello/efficacia/regolare svolgimento del corso e non avrebbero
problemi a pagare una cifra accettabile per questo servizio.

Raffaele Tesi


#9

— chiaro scuro removed_email_address@domain.invalid ha scritto:

Quello che ti manca è un gruppo politico (o gruppo
di pressione in generale)
che sposi la causa e adeguata copertura mediatica.
Il blog di grillo
potrebbe essere ottimo per questo. perchè non provi
a coinvolgerlo?

molto probabilmente si potrebbe anche avere il
supporto di scarichiamoli.org, che si impegna affinché
le cose prodtte con soldi pubblici siano liberamente fruibili


icq: #69488917
blog: http://riffraff.blogsome.com


Yahoo! Mail: gratis 1GB per i messaggi e allegati da 10MB
http://mail.yahoo.it


#10

Non voglio creare un flame ma ti faccio solo osservare che:

  1. di iniziative che fanno elearning ce ne sono centinaia (tra le
    iniziative libere ti segnalo anche oilproject.org)

  2. la video sorveglianza sul luogo di lavoro è regolata (e meno male!)
    dalla legge per garantire la libertà di azione dei
    lavoratori. Pensa solo al clima che si instaurerebbe in aula con
    una telecamera puntata (tra docenti / studenti / datori di
    lavoro). Lo scenario che propugni mi ricorda il romanzo 1984, dove
    i bambini denunciano i genitori per uno psicoreato.

  3. non tutti i docenti potrebbero volere che le loro
    lezioni/esempi/materiale fossero trasmessi (grautitamente) in
    pubblico, perchè protetti dal loro copyright.

  4. le irregolarità che si possono (ma non sempre accadono) verificare
    dipendono più dal sistema di regole che premia il rumore (numero di
    persone che partecipano/raggiungono la fine) e non la qualità del
    segnale (persone che imparano veramente qualcosa/trovano
    lavoro). IMHO.

  5. questo thread (con il mio contributo compreso a questo punto) non
    c’entra niente con questa mailing list :wink:

Ciao


#11

On 5/14/06, Luigi P. removed_email_address@domain.invalid wrote:

Non voglio creare un flame ma ti faccio solo osservare che:

  1. di iniziative che fanno elearning ce ne sono centinaia (tra le
    iniziative libere ti segnalo anche oilproject.org)

vero, però osservando ad esempio il sito scarichiamoli -indicato da
gabriele- non ho trovato nulla equivalente a quello che propone
raffaele.
in un clima di disperazione economica per le casse dello stato chissà che
non faccia presa.

  1. la video sorveglianza sul luogo di lavoro è regolata (e meno male!)

dalla legge per garantire la libertà di azione dei
lavoratori. Pensa solo al clima che si instaurerebbe in aula con
una telecamera puntata (tra docenti / studenti / datori di
lavoro). Lo scenario che propugni mi ricorda il romanzo 1984, dove
i bambini denunciano i genitori per uno psicoreato.

vabbè dai, questo però è flame :slight_smile: la telecamera la punti sull’insegnante (a
tutte le conferenze a cui sono stato c’erano telecamere ufficiali a
riprendere e non si è mai lamentato nessuno). Si potrebbe proporre un
nuovo
modello di insegnamento, più simile alla Open University in inghilterra.
molto materiale filmato e online, forum, gruppi di supporto e incontri
con
tutor e compagni più per discutere la lezione che per fare lezione.

  1. non tutti i docenti potrebbero volere che le loro

lezioni/esempi/materiale fossero trasmessi (grautitamente) in
pubblico, perchè protetti dal loro copyright.

quei docenti non li prendi. ne prendi altri. in quanto stato che paga
è una
tua scelta. e io in quanto cittadino vorrei poterlo pretendere.

  1. le irregolarità che si possono (ma non sempre accadono) verificare

dipendono più dal sistema di regole che premia il rumore (numero di
persone che partecipano/raggiungono la fine) e non la qualità del
segnale (persone che imparano veramente qualcosa/trovano
lavoro). IMHO.

vero anche questo. mi accorgo ora che stiamo parlando della cosa in 2
ottiche credo diverse. forse sia tu che raffaele vedete la questione
del
‘controllo’ sull’insegnamento. a me interessa la diffusione e il
riutilizzo.

  1. questo thread (con il mio contributo compreso a questo punto) non

c’entra niente con questa mailing list :wink:

questo è vero, anche se mi interessa l’argomento.


#12

Conoscete un buon posto per parlarne? Io ho cercato ma non ho trovato
nessun sito interessante di imprenditoria italiano (una cosa alla
www.businesspundit.com) . I siti di attivismo puro tendono a essere un

auoreferenziali politicizzati e noiosi…

  1. questo thread (con il mio contributo compreso a questo punto) non

c’entra niente con questa mailing list :wink:

questo è vero, anche se mi interessa l’argomento.


Chiaroscuro

Liquid Development: http://liquiddevelopment.blogspot.com/


#13

il problema è proprio questo! Ho fatto ricerche per ogni dove ma ho
trovato appunto siti “autoreferenziali, politicizzati e noiosi”.
Penso ci sia l’esigenza di un punto d’incontro della “società civile”
in cui fare proposte, discutere su temi, e dargli visibilità (pensando
anche a scambio di banner, contatti tramite mail con giornalisti).

chiaro scuro removed_email_address@domain.invalid ha scritto: Conoscete un buon
posto per parlarne? Io ho cercato ma non ho trovato
nessun sito interessante di imprenditoria italiano (una cosa alla
www.businesspundit.com) . I siti di attivismo puro tendono a essere un

auoreferenziali politicizzati e noiosi…

  1. questo thread (con il mio contributo compreso a questo punto) non

c’entra niente con questa mailing list :wink:

questo è vero, anche se mi interessa l’argomento.


Chiaroscuro

Liquid Development: http://liquiddevelopment.blogspot.com/