[OT] Sviluppatori a Dublino

Ciao,

Sono uno sviluppatore Ruby e lavoro a Dublino. L’azienda per la quale
lavoro sta cercando sviluppatori Ruby possibilmente con conoscenza Chef
e Linux. Se vi interessa il mondo dei DevOps, potrebbe essere una buona
opportunita`. I salari sono competitivi ma non essendo un recruiter non
posso dare i soliti dettagli.

Personalmete mi trovo bene e se state pensando di andare all’estero
potrebbe essere unabuona opportunita.

Ciao Riccardo, visto che non sei il solito recruiter ne approfitto per
chiederti come mai hai lasciato il bel paese, principali differenze con
la situazione lavorativa in italia, aspetti positivi/negativi, il
rapporto col gruppo di lavoro, la tua esperienza…

Ciao,

Iniziai a lavorare a quindici anni. Per me lavorare in Italia esempre stato un incubo, vivere in una cittadina depressa come Grosseto non mi ha aiutato ed andare a lavorare in grandi citta come Roma o Milano con
stipendi buoni solamente per sopravvivere in un monolocale non mi ha mai
entusiasmato. Ho raramente trovato serietanelle ditte. Nel 2008 andai in UK, ora a Dublino. A Dublino ci sono molte aziende americane, come sapete, c'e carenza di persone. Non che tutto sia rose e fiori, il
clima eorribile, la qualita delle case ebassa, ma le persone sono simpatiche, e possibile lavorare, chiedere un mutuo, aprire una ditta
senza essere strangolati dal fisco, la burocrazia elimitata, in poche parole qui ti puoi fare una vita, in Italia mi sembra impossibile. Negli ultimi anni guardo pochissimo anche le news perche ogni volta che lo
faccio sento sempre parlare di Berlusconi, e vedo sempre le solite
facce, sento i soliti discorsi, in poche parole non vedo un futuro
decente per l’Italia.

Sviluppatori a Dublino prendono da 50k a 70k. 70000 euro sono circa 3700
euro al mese. Anche Amazon ha molti annunci di lavoro e paga bene
conosco persone che ci lavorano.

Un’altra cosa da ricordare eche Ruby non e solamente Rails, ma anche
Chef e Puppet. Ruby eutilizzato tantissimo per l'automazione di sistema e per creare intere piattaforme. Python e un altro linguaggio
molto utilizzato, specialmente con OpenStack.

Qui le aziende ti ‘tengono di conto’ perche` sanno che tutti i giorni
siamo contattati da recruiter che ci vogliono portare via.

Se vi interesse cercare un lavoro qui:
http://www.irishjobs.ie/
http://careers.stackoverflow.com/
http://www.careerzoo.ie/

Per UK mi son trovato bene con:
http://www.technojobs.co.uk/
https://twitter.com/LouisRoR - recruiter uno dei pochi che capisce ed e`
specializzat di Ruby
London Ruby U. group mailing list

Grazie Riccardo
Forse io sono stato più fortunato avendo sempre vissuto a Milano o forse
sono ottimista ma la situazione in italia non mi sembra così tremenda.
Se c’è una cosa di cui mi lamento è che nel campo informatico italiano
ci sono pochi che hanno voglia di sperimentare che si traduce in un
mercato composto principalmente di cose vecchie: metodi vecchi,
tecnologie vecchie, hardware vecchio ecc.
Servirebbe uno svecchiamento di massa congiunto industria-università
prendendo anche spunto dal lavoro svolto nei paesi nordici, germania in
primis ma anche quelli poco considerati come lettonia e estonia.

grazie delle info, Riccardo

purtroppo hai ragione sulle news italiche,

solo non sei aggiornato (e c’hai ancora ragione a non esserlo)

ora non si parla più tanto di Berlusconi, ma di Renzi.
stessa identica cosa. anzi, o forse un pò peggio.
nessun futuro in positivo.

A mio avviso la situazione informatica italiana pessima per quanto
riguarda gli stipendi, che poi dipende soprattutto dalla questione tasse
ed
quindi generalizzabile al contesto aziendale.

Per il resto mi trovo d’accordo con Marco.

Maurizio De Santis

Il giorno 2 marzo 2015 17:43, Marco M.
[email protected]
ha scritto:

Ciao a tutti,

mi permetto di aggiungere 2 cose.

  1. Renzi non Berlusconi e sta facendo delle cose, non tutte forse
    positive ma almeno si sta muovendo per cambiare (in meglio o peggio
    vedremo
    tra qualche anno ma i primi segnali sono abbastanza positivi)
  2. Andare all’estero a lavorare pi che legittimo e compresinbile, un
    po’ meno radicalizzare le posizioni in questo modo: lavorare all’estero
    figo e in Italia una merda… perch non affatto cos semplice
    stabilrlo.

Luca

Il giorno 3 marzo 2015 10:39, bruno bossola [email protected] ha
scritto:

In Italia io ho riscontrato una totale mancanza di rispetto per il ruolo
di
sviluppatore e in generale x la carriera tecnica. Come sviluppatore ero
trattato come l’ultima ruota del carro, un componente intercambiabile
con
qualunque altro (“se te ne vai ho la fila alla porta”), senza grosse
prospettive di stipendio, e l’unico modo x prendere piu soldi era in
pratica abbandonare lo sviluppo e fare il PM o il manager puro. Ho
lavorato
a Torino, Roma e Milano: a parte il clima e la gente piu accogliente di
giu, tutto il resto e’ uguale. Non parliamo poi dei clienti,
generalmente
ignoranti e strafottenti: l’unica cosa positiva dell’ultimo cliente che
ho
visto in Italia e’ che mi ha fatto talmente incazzare che sono tornato
in
ufficio, ho presentato le dimissioni all’AD e mi sono trasferito
all’estero. Ah, dimenticavo, sono stato pure discriminato perche senza
laurea. Basta? E nn e’ che sia proprio un coglione, mi potete googlare
su
internet.

Ora, dopo cinque anni “fuori”, ho fondato (e chiuso con exit positivo)
una
piccola startup, ho guadagnato soldi (finalmente! 20 anni in italia a
lavorare per pagare le spese!) E ora sono vice presidente
dell’engineering
di una piccola azienda, fra Londra e gli USA, con un team di 60 persone.
Figo? Si :slight_smile:

Lavorare qui e’ tutto diverso, conta quello che sai fare e i risultati
che
produci, non la fuffa. E a proposito, noi (www.workshare.com) cerchiamo
sempre uno sviluppatore Ruby senior a 60k a Londra, se interessa
mandatemi
una mail :slight_smile: ci sono parecchi italiani e spagnoli, integrarsi e’
semplice.

Se potessi tornare indietro sarei emigrato a 20 anni.
Ciao,

Bruno

On Mar 2, 2015 5:02 PM, “Maurizio De Santis”
[email protected]

Luca, per Bruno non sta parlando “per sentito dire”, ti sta dicendo
la sua diretta esperienza. Esperienza che nel mio piccolo condivido.
Le carriere tecnologiche qui in Italia non hanno visibilit… devi
essere un project manager, un business developer manager, produrre
fuffa su powerpoint se vuoi vedere qualche riscontro in termini di
avanzamento professionale.

Spiace dirlo ma non che Bruno sia il primo a dire che certi lavori
danno pi sbocchi all’estero… forse non saranno loro che sbagliano,
no?

2015-03-03 11:17 GMT+01:00 Luca R. [email protected]:

a Torino, Roma e Milano: a parte il clima e la gente piu accogliente di
lavorare per pagare le spese!) E ora sono vice presidente dell’engineering

Forse io sono stato pi fortunato avendo sempre vissuto a Milano o


Ml mailing list
[email protected]
http://lists.ruby-it.org/mailman/listinfo/ml


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Il primo blog di application security italiano morbido fuori e
croccante dentro: http://codiceinsicuro.it

Ciao Luca,

2015-03-03 11:17 GMT+01:00 Luca R. [email protected]:

Ciao a tutti,

mi permetto di aggiungere 2 cose.

  1. Renzi non è Berlusconi e sta facendo delle cose, non tutte forse
    positive ma almeno si sta muovendo per cambiare (in meglio o peggio vedremo
    tra qualche anno ma i primi segnali sono abbastanza positivi)
  1. Andare all’estero a lavorare è più che legittimo e compresinbile, un

po’ meno radicalizzare le posizioni in questo modo: lavorare all’estero è
figo e in Italia è una merda… perché non è affatto così semplice
stabilrlo.

Chi mi conosce sa che sono un’ottimista, ma al tempo stesso ricordo che,
soprattutto in politica, “cosa ho ottenuto fino ad oggi” ha molto più
valore di “cosa prometto di ottenere fra 1000 giorni”.
Quelle presenti nel thread sono esperienze passate, certamente delle
campane, ma qualcosa che è già successo.
Poi, a me sono capitate sia esperienze negative (molto negative) che
esperienze positive.
Non sono senza macchia, e qualche cappellata l’ho fatta anche io, ma
spero
che il net globale sia positivo.
Ecco, forse nei discorsi “generalisti” sarebbe da aggiungere anche una
sana
dose di autocritica, che aiuterebbe a rendere il discorso più
verosimile.
Ma al netto dell’autocritica, più che denigrare Renzi o Berlusconi,
constatiamo praticamente tutti un pressoché costante trend alla
mediocrità.

Politica e qualità del lavoro sono intrecciati a doppio filo: in Italia
siamo sicuramente dei maghi dell’introiament (debito pubblico,
corruzione,
evasione, etc) e sfido a trovare qualche altro paese europeo (tra quelli
attualmente considerati come mete ambite dagli sviluppatori italiani)
capace di dare del filo da torcere all’Italia in questo campo.

Quindi sì, “lavorare all’estero è figo e in Italia è una merda” è una
generalizzazione e non può definire completamente lo status quo, ma,
restando nel reame delle affermazioni ermetiche, penso sia una delle
migliori approssimazioni.

Ma come dicevo, sono ottimista, e penso che l’Italia possa migliorare
significativamente, bisogna solo continuare a spingere nelle direzioni
virtuose e contribuire all’estinzione dei circoli viziosi.
Tutti, ogni giorno.

Non discuto l’esperienza di Bruno e penso abbia fatto bene ad andare
all’estero. Cerchiamo però di non dare sempre addosso alla nostra
malconcia
Italia, i suoi problemi (passati e presenti) sono notissimi. Si parla
di
meno invece di quello che si dovrebbe parlare di più, cioè del suo
potenziale.

Il giorno 3 marzo 2015 11:56, maurizio de magnis <
[email protected]> ha scritto:

Sì, però è un dato di fatto che in Italia, attualmente, sia mandatoria
la
mutanda in ghisa e che i margini di guadagno siano bassissimi.
Soprattutto rispetto all’estero.

Poi, d’accordissimo sul potenziale, ma meriterebbe un thread a parte.

2015-03-03 12:12 GMT+01:00 Luca R. [email protected]:

Ola, voglio solo precisare che io ho raccontato fatti, mai detta la
frase
che mi sono visto attribuita: quella si che e’ generalista.

Comunque ciascuno tragga le proprie conclusioni :slight_smile:
Ciao,

Bruno

On Mar 3, 2015 11:15 AM, “maurizio de magnis”
[email protected]

Se ti riferisci a me io non ho attribuito quella frase a te…quella
frase
“lavorare all’estero è figo e in Italia è una merda” voleva essere una
sintesi del pensiero di molti che raccontando la propria
esperienza implicitamente affermano.

Il giorno 3 marzo 2015 12:43, bruno bossola [email protected] ha
scritto:

Il giorno 3 marzo 2015 11:38, Paolo P. [email protected] ha
scritto:

Oddio, per se hai conoscenze di economia, finance, mercato (& marketing)
e
sei un tecnico forse c’ spazio anche in Italia.
In Italia in genere essendoci ignoranza e sottovalutazione della parte
tecnologica funziona male il lavoro di dipendente tecnico (developer,
sysadmin, ecc…) e consulente in azienda classica di informatica che
vende
consulenza e progetti.

Invece probabilmente per chi sa fare ed ha una visione completa c’
spazio
anche in Italia.
Essendoci meno concorrenza “competente” (rispetto a UK, USA … per
esempio)

S.

E’ vero che per fare il salto si devono maturare competenze funzionali,
non sono mai stato all’estero ma credo sia un valore aggiunto in
qualsiasi paese. Molti lo fanno abbandonando del tutto la parte tecnica,
io credo per un discorso di interesse e di cio’ che piace fare. Secondo
me conviene essere dei tecnici, e’ un valore aggiunto per vendersi
meglio.
Lo stipendio invece è legato all’economia del paese. In italia gli
stipendi sono fermi da 15 anni, dall’entrata nell’euro. Al lordo basso
si aggiunge un’alta tassazione. Non credo sia un problema ristretto ai
soli sviluppatori software. L’ambito in cui opera l’azienda incide sugli
stipendi: la finanza era messa bene anche se oggi in declino, la
farmaceutica mi risulta sia ancora messa bene ed anche le aziende che
hanno a che fare con la fisica.
Molti contratti italiani usufruiscono di benefit che migliorano la
qualità della vita, probabilmente a conti fatti continua a convenire un
alto lordo e arrangiarsi per il resto ma forse no, bisogna farsi due
conti.

Il giorno 4 marzo 2015 11:10, Marco M.
[email protected]
ha scritto:

stipendi: la finanza era messa bene anche se oggi in declino, la
farmaceutica mi risulta sia ancora messa bene ed anche le aziende che
hanno a che fare con la fisica.
Molti contratti italiani usufruiscono di benefit che migliorano la
qualit della vita, probabilmente a conti fatti continua a convenire un
alto lordo e arrangiarsi per il resto ma forse no, bisogna farsi due
conti

+1

Si, in Italia incide molto anche il settore industriale - commerciale,
la
tassazione sul lavoro, l’andamento del mercato del lavoro …
Comunque anche secondo me avere conoscenze multi disciplinari,
funzionali,
manageriali, imprenditoriali rimanendo un tecnico pu essere un buon
valore
aggiunto.

S.

Si allarga il concetto di full stack developer :wink:

Se poi uno sa anche cucinare, si sa mai…

2015-03-04 11:52 GMT+01:00 maurizio de magnis
[email protected]:

Il giorno 4 marzo 2015 11:53, Luca P. [email protected]
ha
scritto:

Se poi uno sa anche cucinare, si sa mai…

E’ un mondo difficile … :stuck_out_tongue:

Comunque come diceva Bruno, Londra, USA sono ottimi.
Per chi preferisce concentrarsi sulla carriera tecnica, sulla
tecnologia.

S.

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