[OT 1/2] Jeff Bezos e 37 Signals

http://37signals.com/svn/archives2/
bezos_expeditions_invests_in_37signals.php?91

Mi sarebbe piaciuto lavorare negli States :frowning:

Il giorno 21/lug/06, alle ore 10:37, Paolo Donà ha scritto:

Perchè? mi pare che il percorso dei 37s sia un pò il contrario
delle solite
VC americane…
Infatti non hanno avuto investors per 2 anni e mezzo, come potrebbe
tranquillamente accadere anche qui in italia. In quale senso invidi
chi
lavora negli States?

Invidio chi lavora negli states perché lì c’è la possibilità di
funding esterno. Qui è una chimera, e il sistema bancario non
finanzia se non chi non ha bisogno. 37 Signals sicuramente ha seguito
un percorso diverso dal solito, ma il solo fatto che esistesse la
possibilità di ricevere capitale esterno è già esempio di un sistema
diametralmente opposto a quello italiano (e forse europeo, visto che
DHH si è trasferito in america per avere accesso a tutto il
sistema)._______________________________________________
Ml mailing list
[email protected]
http://lists.ruby-it.org/mailman/listinfo/ml

credo che una 37 signals avrebbe ricevuto funding pure qui, arrivata al
punto in cui è ora.

forse c’è poco funding perchè mancano i geek ricchi da noi :slight_smile:

On 7/21/06, Giovanni I. [email protected] wrote:

lavora negli States?
[email protected]
http://lists.ruby-it.org/mailman/listinfo/ml


Chiaroscuro

Liquid Development: http://liquiddevelopment.blogspot.com/

Se tu avessi una manciata di prodotti web con 500.000 iscritti, dici che
non
troveresti nessuno che ti inietta un pò di soldi in Italia? Magari sono i
soliti tiscali, libero, etc… ma non credo che non si possa fare.
Inoltre
non è detto che i tuoi investor debbano essere per forza italiani.
Il problema è che gli italiani vogliono i dindi prima di avere fatto i
prodotti da 500.000 utenti.

On 7/21/06, Giovanni I. [email protected] wrote:

lavora negli States?

Invidio chi lavora negli states perché lì c’è la possibilità di
funding esterno. Qui è una chimera, e il sistema bancario non
finanzia se non chi non ha bisogno. 37 Signals sicuramente ha seguito
un percorso diverso dal solito, ma il solo fatto che esistesse la
possibilità di ricevere capitale esterno è già esempio di un sistema
diametralmente opposto a quello italiano (e forse europeo, visto che
DHH si è trasferito in america per avere accesso a tutto il sistema).


Paolo D.’
SeeSaw | Another point of view


[email protected]

Personalmente concordo con Giovanni sul caso di 37Signals ed il loro
rapporto con i VC.

C’è anche da dire un’altra cosa, oggi come oggi importa poco che
37Signals sia basata nel Nord America anzichè in Israele. Giappone,
Cina, India, Europa o Italia… avrebbe gli investitori alla porta in
tutti i casi.

Inoltre, rispetto molto la gente di 37Signals per la loro scelta nei
confronti dei VC (era molto facile prendere i soldi per incassare
subito qualcosa) e per aver avuto le capacità di portare avanti il
loro piano fino ad ora.

Detto questo, continuo a seguire con curiosità gli eventi per vedere
cosa ci cucineranno in futuro questi signori.

Ciao
Pietro

Il 21/07/06, Giovanni I.[email protected] ha scritto:

Il giorno 21/lug/06, alle ore 10:53, Paolo Donà ha scritto:

Se tu avessi una manciata di prodotti web con 500.000 iscritti,
dici che non
troveresti nessuno che ti inietta un pò di soldi in Italia? Magari
sono i
soliti tiscali, libero, etc… ma non credo che non si possa fare.
Inoltre
non è detto che i tuoi investor debbano essere per forza italiani.
Il problema è che gli italiani vogliono i dindi prima di avere fatto i
prodotti da 500.000 utenti.

Hai assolutamente ragione su questo, e non mi paragonerei mai ai
ragazzi di 37s. Loro hanno fatto qualcosa di grande, ed io non ancora
(almeno in questo settore ;)), ma permettimi comunque di disprezzare
la situazione italiana.

Probabilmente se i 37s hanno avuto bisogno all’inizio di un appoggio
bancario, anche minimo, ci hanno messo 2 secondi ad averli. In Italia
se non rilasci fideiussioni personali ti sogni un appoggio finanziario.

Fino a due anni fa avevo un’azienda nel settore degli impianti
elettrici con sessanta dipendenti, e fatturavo 4mln di euro, ma ero
pesantemente indebitato con il sistema bancario. Inutile dirvi che
non dormivo la notte e la mia vita era pessima.

In due anni ho ridotto personale, fatturato ed azzerato le
esposizioni bancarie. Adesso siamo un sesto di quanti eravamo, ma si
guadagna più o meno quanto si guadagnava allora, e con la salute che
ho recuperato (principalmente mentale) ho potuto ritagliarmi gli
spazi per avviare quest’avventura informatica che è da sempre la
strada che avrei voluto seguire, relegandomi a mansioni
esclusivamente amministrative nell’azienda principale.

In questo sono molto fortunato perché (a) ho una fonte di reddito
alternativa che mi permette di lavorare sui miei progetti senza
“fretta” (b) mio fratello lavora a tempo pieno nell’azienda
impiantistica © ho imparato dalle esperienze precedenti e non
rientrerò mai più nel malato sistema bancario italiano.

Ciao,
Giovanni

Giovanni, ma allora sei tu il venture capitalist qui :slight_smile:

Seriamente, dato le premesse e l’esperienza business pregressa (e
positiva)
potresti essere nella posizione di far partire qualcosa di interessante.

Il giorno 21/lug/06, alle ore 11:19, chiaro scuro ha scritto:

Giovanni, ma allora sei tu il venture capitalist qui :slight_smile:

Bè tanto capitalist no, vista la riduzione immensa, ma molto venture :slight_smile:

Seriamente, dato le premesse e l’esperienza business pregressa (e
positiva)
potresti essere nella posizione di far partire qualcosa di
interessante.

Ho costituito Medlar S.r.l. a Gennaio di quest’anno con l’idea di
fornire supporto informatico alle piccole aziende nel territorio
pugliese e nel contempo dedicarmi allo sviluppo di qualche progetto
legato ad applicazioni web.

Per motivi vari il 90% del mio fatturato è dato da consulenze alla
nuova legge sulla privacy e sviluppo di immagini coordinate
aziendali, entrambe le attività eseguite in outsourcing, ma queste
tipologie di lavoro, slegate da quello che vorrei fosse il “core
business” danno a Medlar il cash flow minimo per sostenersi senza
necessità di altri versamenti da parte dei soci, mentre continuo a
lavorare ai miei mille progetti che mi sembrano alla fine la tela di
Penelope.

Visto il filone che ormai si è aperto relativo alle consulenze
sull’immagine sto studiando parecchio il funzionamento di Google
Adwords per offrire la gestione delle campagne adwords ai miei clienti.

A tempo molto perso sto lavorando ad un plugin per Shopify per
accettare i pagamenti di Banca Sella, in modo da poter offrire con
pochi sforzi un pacchetto ecommerce completo ai miei clienti.

Alla fine sto seguendo la corrente e vado dove il mercato locale mi
sta portando, ovvero la consulenza alle piccole aziende locali
(prevalentemente agroalimentari) che vorrebbero crescere usufruendo
delle nuove tecnologie.

Le applicazioni web da 500k utenti? Verranno (spero)!

non scoraggiamoci, si può partire anche con poco senza investitori esterni.
Quello che conta davvero sono le idee, i soldi in quanlche modo si
trovano,
al massimo organizziamo una rapina :smiley:
----- Original Message -----
From: “Giovanni I.” [email protected]
To: [email protected]; “ruby-it” [email protected]
Sent: Friday, July 21, 2006 10:41 AM
Subject: Re: [ruby-it] [OT 1/2] Jeff Bezos e 37 Signals

Il giorno 21/lug/06, alle ore 10:37, Paolo Donà ha scritto:

Perchè? mi pare che il percorso dei 37s sia un pò il contrario delle
solite
VC americane…
Infatti non hanno avuto investors per 2 anni e mezzo, come potrebbe
tranquillamente accadere anche qui in italia. In quale senso invidi chi
lavora negli States?

Invidio chi lavora negli states perché lì c’è la possibilità di
funding esterno. Qui è una chimera, e il sistema bancario non
finanzia se non chi non ha bisogno. 37 Signals sicuramente ha seguito
un percorso diverso dal solito, ma il solo fatto che esistesse la
possibilità di ricevere capitale esterno è già esempio di un sistema
diametralmente opposto a quello italiano (e forse europeo, visto che
DHH si è trasferito in america per avere accesso a tutto il
sistema)._______________________________________________
Ml mailing list
[email protected]
http://lists.ruby-it.org/mailman/listinfo/ml

On 7/21/06, Giovanni I. [email protected] wrote:

Mi sarebbe piaciuto lavorare negli States :frowning:

Perchè? mi pare che il percorso dei 37s sia un pò il contrario delle solite
VC americane…
Infatti non hanno avuto investors per 2 anni e mezzo, come potrebbe
tranquillamente accadere anche qui in italia. In quale senso invidi chi
lavora negli States?


Paolo D.’
SeeSaw | Another point of view


[email protected]

agree sul non scoraggiamoci.
disagree sulle idee. nessuna delle idee di 37 signals, ad esempio è
originale.

forse è l’execution che conta…
o forse è l’avere una community…

On Jul 21, 2006, at 1:45 PM, chiaro scuro wrote:

agree sul non scoraggiamoci.
disagree sulle idee. nessuna delle idee di 37 signals, ad esempio è
originale.

forse è l’execution che conta…

Buffo, e’ esattamente quello che dicono loro (senza “forse”) :slight_smile:


Stefano C.
[email protected]

chiaro scuro ha scritto:

forse è l’execution che conta…
o forse è l’avere una community…
Anche il marketing. DHH è un grande marketer.

Il giorno 21/lug/06, alle ore 14:12, Giovanni I. ha scritto:

Anche il marketing. DHH è un grande marketer.

A mio avviso ti sbagli: DDH è lo strumento sul quale è basato il
marketing aziendale, un “testimonial”. DHH è colui che ha avuto
l’ideona di Rails, ma chi ha visto lungo, se l’è andato a prendere in
Danimarca ed ha creato attorno a lui la campagna mediatica che tutti
conosciamo è stato Fried. Questo comunque non toglie nessun merito a
DHH, se Rails fosse stato un fallimento anche l’uffico marketing
della Nike non sarebbe riuscito a tirar fuori un ragno dal buco.

Jacopo


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+1 il DDH pubblico è un’operazione di marketing. probabilmente dal vero è
anche meno antipatico di come lo vogliano far sembrare per creare buzz e
polarizzare il pubblico.

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