La carenza di programmatori Ruby

Ciao ragazzi,

noto, dalla frequenza con cui arrivano annunci di lavoro, e dal numero
basso di risposte che spesso portano alle aziende (almeno a Mikamai
:)), che in questo momento la community Ruby soffre di due potenziali
problemi:

  1. non ci sono abbastanza programmatori Ruby
  2. non semplice contattarli

Intuitivamente penso che il problema 1 sia quello pi probabile.

Quale il vostro punto di vista? Secondo voi come ci si pu muovere
per attivare dei meccanismi di crescita della nostra community? Non ci
sono abbastanza programmatori? O non sono semplicemente interessati a
Ruby?

Ciao,
io, con molta fatica, porto avanti una piccola opera di diffusione tra i
miei clienti, facendo il consulente esterno.

Purtroppo la sensazione che molte aziende siano bloccate su altri
linguaggi pi diffusi, rendendosi per conto nel contempo delle possibilit
che offre Ruby, non solo intrinseche ma anche di TDD/BDD che restano per
me
insuperabili.

Pur pensando personalmente che chi fa questo mestiere non posso
prescindere
da un conoscenza dell’inglese di alto livello, come 2 cents posso dirti
che
molti mi segnalano l’assenza di risorse in italiano di qualit o
percepite
come tali.

Io interesse ne riscontro tutti i giorni, poi bisogna scontrarsi con il
fatto che non tutti hanno la passione necessaria per mettersi a fare
Ruby
Koans la sera dopo mangiato invece di guardarsi la partita.
L’introduzione di Ruby finisce quindi per dipendere dal management, e la
risposta di questi tempi ovviamente “no perch costa”.

Saluti,
Luca

Ciao,
il tema che hai sollevato molto interessante.
La programmazione Ruby in Italia considerata un’attivit di nicchia.
La stragrande maggioranza dei progetti sono in Java o .Net.
Ad esempio io sono un programmatore Java a cui piacerebbe lavorare
in un progetto RoR ma ovviamente ricevo contatti dalle aziende solo per
progetti
Java. Forse il problema la tendenza a fossilizzarsi su un solo
linguaggio
sia da parte delle aziende sia da parte degli sviluppatori. Ma se
qualche
cambiamento deve arrivare + facile che arrivi da questi ultimi che
dalle aziende.
Luca

Il giorno 17 aprile 2012 08:48, Giovanni I. [email protected] ha
scritto:

non che andrea pavoni e matteo collina hanno in serbo qualche
diabolica sorpresa su questo topic ?

:slight_smile:

m.

2012/4/17 Luca P. [email protected]:

2012/4/17 Luca R. [email protected]:

Ciao,
il tema che hai sollevato molto interessante.
La programmazione Ruby in Italia considerata un’attivit di nicchia.
La stragrande maggioranza dei progetti sono in Java o .Net.
Ad esempio io sono un programmatore Java a cui piacerebbe lavorare
in un progetto RoR ma ovviamente ricevo contatti dalle aziende solo per
progetti
Java. Forse il problema la tendenza a fossilizzarsi su un solo linguaggio
sia da parte delle aziende sia da parte degli sviluppatori. Ma se qualche

ribaltando la domanda di giovanni… non lavori in rails
perch non riesci a trovare lavori o perch non li cerchi
tanto quanto quelli in altri linguaggi?

m.

On 17 April 2012 08:48, Giovanni I. [email protected] wrote:
[snip]

Quale il vostro punto di vista? Secondo voi come ci si pu muovere
per attivare dei meccanismi di crescita della nostra community? Non ci
sono abbastanza programmatori? O non sono semplicemente interessati a
Ruby?
Ciao Giovanni io ho un’altra esperienza nello scorso anno passato a
fare colloqui per posizioni da SW Engineer.
(per disclosure verso tutti, non ho mai applicato a Mikamai :))

Avendo un background da esperto di application security potevo offrire
un dualismo sviluppo / sicurezza nella scrittura del codice. Il fatto
che io sapessi anche sviluppare era comprovato… ho tanto codice
opensource in giro. Poi che possa non piacere o che ci sia un zilione
di gente che scrive meglio di me assodato.

Appena la gente sentiva la parola sicurezza diceva “ah no, non mi
interessa noi non la trattiamo sappiamo che importante ma al momento
non interessante. Grazie.”

Appena la gente sentiva “profilo senior con 10 anni di esperienza in
vari settori” diceva “ah no, io veramente cercavo uno stagista a cui
dare 1200 lordi” (ovviamente per farlo lavorare come un mulo 14h al
giorno con contratto di 6 mesi in 6 mesi).

Poi ci sono le startup che vogliono il senior che lavori per la
gloria, mentre loro sono incubate negli states e quindi ti dicono “ehi
io ti do questo una figata per poi noi di tasse e contributi nn
vogliamo saperne nulla”.

Quindi credo che la penuria non sia tanto nell’offerta, quanto nella
domanda. Se io programmatore ho davanti a me una prospettiva cos
povera per formare una professionalit ho due scelte:
a) posso sobbarcarmi il rischio dell’incertezza. Sono giovane, devo
fare gavetta quindi anche qualcosa di non a lungo termine va bene
b) voglio avere una visione a medio termine (3/5 anni) di cosa far
del mio tempo lavorativo. E qui o emigro verso stati dove il datore di
lavoro dice “ok guarda io ti tengo ma per 1 o 2 anni per sopperisco
con uno stipendio pi alto” oppure resto a fare il freelance almeno se
proprio devo sono io il capo di me stesso

Io ho personalmente scelto di tornare professionalmente alla security
ed aprire un blog dove cerco di far capire che non che se uno sa
bucare un sito o scrivere codice sicuro allora non sa anche
programmare.

Cmq penso e spero che http://signup.hackrjobs.com/ risolva questo
problema.

Concludendo: posto che purtroppo Java e .NET la fanno da padrone
perch puoi prendere scimmiette ad un tot al kg che pigiano tasti per
n ore al giorno spesso con risultati imbarazzanti, credo il problema
nn sia nella community Ruby Italiana :slight_smile:

Paolo


“… static analysis is fun, again!”

life from an application security guy ~> http://armoredcode.com

Ciao Giovanni io ho un’altra esperienza nello scorso anno passato a
fare colloqui per posizioni da SW Engineer.
(per disclosure verso tutti, non ho mai applicato a Mikamai :))

Avresti dovuto, anzi le porte sono sempre aperte :slight_smile:

Appena la gente sentiva “profilo senior con 10 anni di esperienza in
vari settori” diceva “ah no, io veramente cercavo uno stagista a cui
dare 1200 lordi” []

Questo di sicuro un problema endemico alla situazione italiana,
quanto percepiscono gli sviluppatori. Il problema anche esacerbato
dal fatto che a un tiro di schioppo ci sono nazioni dove prendi cifre
sensibilmente pi alte.

La cosa per non giustifica la mancanza di offerta. Bisognerebbe
spingere sull’evangelizzazione (secondo me).

In ogni posto di lavoro dove sono stato ne ho tentato l’introduzione e
qualche risultato l’ho sempre ottenuto.
Comunque le due macro categorie incontrate sono:

Web agency basate su PHP

Il problema e’ lo zoccolo duro dei programmatori senior che sono
semplicemente contenti dello status quo: ogni cambiamento li
costringerebbe
a mettersi in gioco.

Ambienti enterprise basati su Java

Ruby e Rails) vengono visti come un semplice giocattolo. Il PM piu’
intraprendente del reparto piu’ sperimentale, dopo la proposta vede al
massimo qualche articolo su internet e si crea da subito il preconcetto
che
l’ecosistema ruby non sia adatto alle richieste di stabilita’
Enterprise.
Essenzialmente vede il tutorial del blog in 15 minuti, creato via
scaffolding e ne rimane stupefatto, poi legge di tutti i problemi di
scalabilita’ e ne rimane terrorizzato.
Poi, lasciamo perdere la mole gargantuesca di stack trace generati
“endemicamente” dall’infrastruttura Java messa in piedi dagli stessi
personaggi…

@giovanni: il problema che esponi te puo’ quindi essere figlio di questa
situazione da cane che si morde la coda: il linguaggio e’ poco
diffuso/richiesto in Italia, quindi meno persone studiano Ruby. La
situazione sta cambiando forse perche’ chi ha sperimentato Ruby in
trincea
ha dato una prima semina di webapp Ruby e questo ha conseguentemente
generato sia la presa di coscienza della presenza di questo ecosistema,
sia
la necessita’ di continuazione del know how istanziato.

Penso che sia sensato puntare molto sulla diffusione di Ruby tramite i
vari
eventi (RSC e RubyDay per esempio) e fornire sempre degli spazi
introduttivi/comparativi.

Inoltre, i lavori in cantiere atti a “indirizzare” domanda e offerta di
lavoro Ruby possono sicuramente aiutare a ridurre la frammentazione.

A proposito, questa e’ un’altra problematica: la creazione di punti di
riferimento (online) in Italia potrebbe decisamente aiutare a
solidificare
la situazione.

Maurizio

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2012/4/17 Luca P. [email protected]

On 17 April 2012 09:21, Giovanni I. [email protected] wrote:

Appena la gente sentiva “profilo senior con 10 anni di esperienza in
vari settori” diceva “ah no, io veramente cercavo uno stagista a cui
dare 1200 lordi” []
Questo di sicuro un problema endemico alla situazione italiana,
quanto percepiscono gli sviluppatori. Il problema anche esacerbato
dal fatto che a un tiro di schioppo ci sono nazioni dove prendi cifre
sensibilmente pi alte.

La cosa per non giustifica la mancanza di offerta. Bisognerebbe
spingere sull’evangelizzazione (secondo me).
Giovanni perdonami se insisto ma la giustifica eccome.
Io sviluppatore che mi sbatto, mi aggiorno, scrivo codice anche per
divertimento… perch devo lavorare in Italia per un tozzo di pane ed
una pacca sulla schiena?

I migliori se possono se ne vanno.
Quelli che non possono, e ce ne sono in questa ml, o sono freelance o
fanno la loro startup. Perch rischio per rischio, almeno si danno una
chance di fare il botto.

Il tutto IMHO ed in simpatia :slight_smile:

Paolo


“… static analysis is fun, again!”

life from an application security guy ~> http://armoredcode.com

Non sto giustificando chi paga poco la gente, e tantomeno accusando
chi se ne va. Stavo solo spiegando il perch di un problema endemico
all’Italia :slight_smile:

Nel nostro piccolo cerchiamo di fare un pochino meglio di cos, per
quanto sia nelle nostre forze.

Inoltre la mia mail era sulla mancanza di programmatori in genere pi
che di programmatori da assumere.

Anche di freelance, liberi, non pieno il nostro Bel Paese :slight_smile:

A proposito, questa e’ un’altra problematica: la creazione di punti di
riferimento (online) in Italia potrebbe decisamente aiutare a solidificare
la situazione.

Questo vero. Pi volte ho pensato alla creazione di punti di
formazione in lingua italiana. Facendolo per ti scontri con due
problematiche: 1. quale programmatore degno di tale nome non sa
l’inglese? 2. tali punti di formazione / documentazione / informazione
sarebbero esclusivamente pro bono, perch chi li gestisce di certo non
ne avrebbe giovamento n economico n di risultati (il traffico
sarebbe risibile).

Peralto, vi posso segnalare che persino aziende piccole ma affermate,
non
start-up, americane hanno qualche problema di recruiting.
Loro per hanno il problema opposto: c’ un sacco di gente che ha fatto
una
pull request su Github e pensa di essere diventata DHH.

On Tue, Apr 17, 2012 at 9:30 AM, maurizio de magnis <

Il 17/04/12 08:48, Giovanni I. ha scritto:

Intuitivamente penso che il problema 1 sia quello pi probabile.

Quale il vostro punto di vista? Secondo voi come ci si pu muovere
per attivare dei meccanismi di crescita della nostra community? Non ci
sono abbastanza programmatori? O non sono semplicemente interessati a
Ruby?

Ciao,
io programmo in ruby da 3-4 anni ma il mio lavoro principale adesso il
sistemista linux, sono part-time ma a tempo indeterminato (nel resto del
tempo faccio la libera professione). Negli ultimi due anni ho visto
passare molte offerte e molte mi sono state fatte direttamente.
Il problema che, personalmente, ho riscontrato (e per cui, a malincuore,
non sono diventato programmatore ruby a tempo pieno) che tutte le
offerte sono venute da start-up o comunque da aziende che chiedono (1)
il tempo pieno, (2) l’eventuale trasferimento a roma o milano (qui a
firenze, putroppo, c’ molto poco) e (3) contratti, quando va bene, a 2
anni (molto pi spesso a 6 mesi). Di molte di queste aziende, a distanza
di qualche anno, non si sente pi dire niente o, se si sente qualcosa,
perch hanno chiuso o sono su quella strada.
Quindi alle tue riflessioni aggiungerei: ai programmatori ruby arrivano
proposte serie o valide alternative alle attuali posizioni lavorative?

ciao :slight_smile:

2012/4/17 Giovanni I. [email protected]

A proposito, questa e’ un’altra problematica: la creazione di punti di
riferimento (online) in Italia potrebbe decisamente aiutare a
solidificare
la situazione.

Questo vero. Pi volte ho pensato alla creazione di punti di
formazione in lingua italiana. Facendolo per ti scontri con due
problematiche: 1. quale programmatore degno di tale nome non sa
l’inglese?

Hai ragione, non stavo pensando pero’ all’uso dell’italiano :wink:
I punti di riferimento possono e imho devono esplicitarsi in inglese.
Il futuro portale della domanda/offerta di lavoro, il sito del rubyday,
le
risorse generate dai (cough… cough…) RSC…

  1. tali punti di formazione / documentazione / informazione
    sarebbero esclusivamente pro bono, perch chi li gestisce di certo non
    ne avrebbe giovamento n economico n di risultati (il traffico
    sarebbe risibile).

Vero, bisogna cercare di unire l’utile al dilettevole e su questo posso
con
orgoglio sostenere che qualcosa in Mikamai si sta muovendo :wink:

On 17 April 2012 09:29, Giovanni I. [email protected] wrote:

Nel nostro piccolo cerchiamo di fare un pochino meglio di cos, per
quanto sia nelle nostre forze.
Ottimo, buon per voi.

Inoltre la mia mail era sulla mancanza di programmatori in genere pi
che di programmatori da assumere.
Si ma questo un problema che supera di molto Ruby e la nostra
community.

Articolo di 2 giorni fa… il 50% degli italiani sa come si copia un
file…

Secondo me anche su altri linguaggi hai “penuria” di programmatori
solo che non si capisce perch in Java e .NET magari ti viene pi
semplice improvvisarti programmatore.

Risolviamo questa cosa con un poll.
Quanti siamo in ML?
Quanti usiamo Ruby quotidianamente?
Quanti stanno cercando lavoro dipendente?
Quanti sono invece interessati ad un lavoro indipendente
(startup/freelance)?

Numeri alla mano vedi la potenza di fuoco della community Ruby italiana.

Faccio cmq una considerazione… ahim anche nel campo della security
sembra che la spinta italiana si affievolisca… semplicemente in
altri paesi invece che farsi una partita alla play o postare minch14t3
su facebook c’ gente che contribuisce a progetti, sviluppa, prepara
talk, bla bla bla :slight_smile:

P

“… static analysis is fun, again!”

life from an application security guy ~> http://armoredcode.com

Concordo con chi dice che il problema pi profondo sull’argomento sia una
forte fossilizzazione su php per la parte web e Java per la parte
“enterprise”. Gli annunci di lavoro per programmatori Ruby sono
subissati anche da quelli per programmatori Cobol, in Italia, per dire.
Finisce che Ruby lo usano solo realt che nascono appositamente intorno a
Ruby stesso o a Rails pi nello specifico. Vedi il mio “gruppo di
lavoro”: siamo 4 freelance, ma non riusciamo comunque a essere tempo
pieno su Ruby se vogliamo portare a casa la pagnotta a fine mese, e nel
nostro caso c’ anche la penalizzazione della zona geografica (provincia
di Pesaro). Qua Rails e BDD lo conosciamo praticamente solo noi 4 e
pochi altri, e seppure stiamo tentando di spargere il verbo sia tra
clienti che tra gli altri programmatori, la resistenza fortissima.
Sulle risorse in italiano sono d’accordo con Giovanni, bisognerebbe che
tutti sapessero l’inglese, ma si crea un meccanismo un po’ vizioso:
vero che un’azienda non felice di assumere un programmatore che non sa
l’inglese; ma questo invece di essere un incentivo a skillarsi sulla
lingua franca della programmazione, porta gli sviluppatori che non sanno
l’inglese ad evitare linguaggi che non hanno risorse tradotte. un cane
che si morde la coda.

Insomma, secondo c’ anche nel mondo della programmazione un problema di
innovazione come in tanti settori. Sono pochi quelli che vogliono
prendersi il rischio di lavorare con strumenti nuovi.

Alessandro

On Tue, Apr 17, 2012 at 9:53 AM, Alessandro M. <
[email protected]> wrote:

stiamo tentando di spargere il verbo sia tra clienti che tra gli altri
programmatori, la resistenza fortissima.

Questo secondo me il problema principale, portare la pagnotta a casa,
la
comunity Ruby dovrebbe trovare il modo di essere pi visibile, anche
sobbarcandosi nell’impresa di creare qualcosa di open-source che la
renda
in grado di andare dalle PMI e dare un valore aggiunto tangibile
rispetto a
quello che gi esiste.

On Tue, Apr 17, 2012 at 9:48 AM, Paolo P. [email protected]
wrote:

Secondo me anche su altri linguaggi hai “penuria” di programmatori
solo che non si capisce perch in Java e .NET magari ti viene pi
semplice improvvisarti programmatore.

Risolviamo questa cosa con un poll.
Quanti siamo in ML?

+1

Quanti usiamo Ruby quotidianamente?

Io leggo e studio, ma ancora il salto non l’ho fatto, sono dipendente,
mi
ci metto la sera, sperando di fare presto il salto.

Quanti stanno cercando lavoro dipendente?

Quanti sono invece interessati ad un lavoro indipendente
(startup/freelance)?

Personalmente sono aperto a tutte le soluzioni, dipende da quello che
viene
offerto, l’unico punto fisso per me che sia una sfida rispetto a quello
che faccio ora.

Numeri alla mano vedi la potenza di fuoco della community Ruby italiana.

Faccio cmq una considerazione… ahim anche nel campo della security
sembra che la spinta italiana si affievolisca… semplicemente in
altri paesi invece che farsi una partita alla play o postare minch14t3
su facebook c’ gente che contribuisce a progetti, sviluppa, prepara
talk, bla bla bla :slight_smile:

In italia c’ poca innovazione in generale, ed anche le aziende IT che
dovrebbero essere quelle che la fanno di pi per il settore in cui
operano,
la fanno poco, preferiscono battere sempre strade conosciute.

On Apr 17, 2012, at 9:48 AM, Paolo P. wrote:

Secondo me anche su altri linguaggi hai “penuria” di programmatori
solo che non si capisce perch in Java e .NET magari ti viene pi
semplice improvvisarti programmatore.

Credo che sia perch si sa che c’ forte domanda e che raccattano chiunque
(compresa me quando ancora non avevo idea).

Risolviamo questa cosa con un poll.
Quanti siamo in ML?

+1

Quanti usiamo Ruby quotidianamente?

+1

Quanti stanno cercando lavoro dipendente?
Quanti sono invece interessati ad un lavoro indipendente (startup/freelance)?

Io e Alessandro lavoriamo assieme ad altre due persone, al momento come
freelance. La scelta stata questa perch l’alternativa “come dipendente”
praticamente non esiste pi. Se devo essere un finto dipendente e avere
tutte le beghe di un freelance, tanto vale farlo per davvero. Senza
considerare che realt che ti permettono di sperimentare e di utilizzare
gli strumenti agili (BDD, pair programming serio, etc.) si contano sulle
dita e probabilmente devi cambiare citt, almeno per noi. (non che veda
la cosa come un male, anzi. Solo che non cos semplice.)

Numeri alla mano vedi la potenza di fuoco della community Ruby italiana.

Faccio cmq una considerazione… ahim anche nel campo della security
sembra che la spinta italiana si affievolisca… semplicemente in
altri paesi invece che farsi una partita alla play o postare minch14t3
su facebook c’ gente che contribuisce a progetti, sviluppa, prepara
talk, bla bla bla :slight_smile:

Ecco, spezzerei una lancia su chi - come me - la sera o il fine
settimana non ha veramente voglia. Intanto non tutti possono
permetterselo come tempi, ma anche le risorse mentali e le capacit…
non che siamo tutti geni :smiley:
Ovviamente non mi aspetto di avere le stesse possibilit che ha un main
contributor su github, ma il fatto che non programmi 24/7 non significa
che non mi piaccia / non sia capace.
Sono invece molto convinta che spingere di pi su iniziative come il
RubyDay sia importantissimo, proprio per evangelizzare come diceva
giustamente Giovanni.

molli

Il giorno 17/apr/2012 09:48, “Paolo P.” [email protected] ha
scritto:

semplicemente in
altri paesi invece che farsi una partita alla play o postare minch14t3
su facebook c’ gente che contribuisce a progetti, sviluppa, prepara
talk, bla bla bla :slight_smile:

P

SANTISSIME PAROLE!!!